Che sia lavorativo o sentimentale il tradimento colpisce al cuore e allo stomaco di chi lo subisce

Scoprire un tradimento è sempre un momento doloroso e personale. Ci si sente soli e incompresi perché spesso il tradito o la tradita vengono considerati paranoici. Eppure il tradimento esiste in molti ambiti e in ogni caso fa molto male. Il tradimento di un socio o di una socia di lavoro è doloroso sia perché viene intaccata la vita professionale sia perché si perde in pochi secondi la fiducia costruita nel tempo. Ma c’è anche il tradimento del partner che causa una catena di conseguenze devastanti per la famiglia, per i figli e anche per la propria autostima.

Un atto di forza e coraggio per dire basta alle bugie del partner

Spesso la domanda: “mio marito mi tradisce?” o “mia moglie mi tradisce?” rimangono sospese e galleggiano nella mente. Trovare le prove non è facile, non solo perché si rischia di diventare paranoici, ma soprattutto perché a volte non si vuole vedere in faccia la realtà e anche gli indizi più semplici non vengono compresi. Non è un comportamento strano, anzi. Spesso le persone tradite non hanno il coraggio di denunciare perché temono di non essere comprese. Inizialmente si cerca di capire quali indizi possono essere utili per rivelare un tradimento, poi si pensa a spiare il telefono del partner, controllare le tasche e gli scontrini. Sono comportamenti normali e dettati spesso dalla paura di non essere presi sul serio quando accusiamo il partner di tradimento.

Secondo gli ultimi dati di Eurostat (considerando una media del 2016, 2017 e 2018) In Italia ci sono 1,53 divorzi ogni mille abitanti.

Superare la paura di non essere compresi è fondamentale per riappropriarsi della propria vita e per ottenere finalmente un cosa preziosa eppure rara come la verità.

La concorrenza sleale: quando a tradirti è il tuo socio o la tua socia

L’altro tipo di infedeltà che può influire negativamente sulla propria vita ma anche sul patrimonio economico è l’infedeltà del socio o della socia di lavoro. La lista dei propri clienti è un patrimonio da tutelare e quando il proprio partner lavorativo rema contro il bene dell’azienda il primo rischio è quello di perdere questo patrimonio. Non solo, si rischia di perdere credibilità e, ultimo e non da ultimo, anche soldi. Eppure non sempre si ha il coraggio e anche la possibilità di fermare il circolo vizioso che si può instaurare in un’azienda in cui i soci sono degli avversari nascosti. La diffida di un socio o di una socia o di un dipendente infedele spesso non viene fatta o arriva tardiva.

Secondo l’articolo 2105 del Codice civile il tradimento lavorativo è vietato.

Perché allora, se anche la legge tutela chi subisce un tradimento, non si riesce ad agire tempestivamente?

Lo psicologo spiega come superare un tradimento

Abbiamo chiesto al Dott. Vincenzo Rubino psicologo, psicoterapeuta ed esperto in tecniche di mediazione familiare cosa c’è dietro un tradimento e  come si può affrontare.

Dott. Vincenzo Rubino
Dott. Vincenzo Rubino

D: Dottor Rubino quando si subisce un tradimento dal partner sentimentale o lavorativo non sempre si ha la forza di denunciare l’evento, perché? C’è un meccanismo psicologico che blocca questa azione?

R: Partiamo subito da una premessa: ogni tradimento (sentimentale, lavorativo, amicale…) comporta la rottura di regole che riguardano la coppia (il traditore e il tradito), diciamo che esistono vari tipi di tradimento perché esistono vari tipi di coppie. Però per tradire è necessario introdurre in questa relazione un terzo che in qualche modo rompe l’intimità e “sporca” quello che possiamo definire “il mito” della coppia, ovvero quell’insieme di valori sui quali la coppia è stata costruita e si è consolidata. Detto ciò le resistenze da parte di chi è tradito a denunciare l’evento (presunto o certo) nascono anzi tutto dal non sapere spesso a chi rivolgersi. “Chi potrà ascoltarmi? Quanto finirò anche ai sul banco degli imputati?” queste sono domande frequenti. Anche perché raccontare il tradimento implica l’accettazione di esso e la Distruzione della relazione così come l’avevamo costruita e sulla quale spesso tanto abbiamo investito in termini di affetti, tempo ed emozioni. Quindi questo è sicuramente un primo livello di blocco importante.

D: Si può superare questo blocco? E come?

R: Sì è possibile superare il blocco. Intanto è necessario superare l’argine preliminare, ovvero la negazione. Molti individui hanno davanti tutti i segnali che portano nella direzione del tradimento ma negano o piuttosto provano senso di colpa per i comportamenti insoliti del partner e per gli “indizi traditori” che esso lascia dietro di sé (che ricordo possono anche non esserci, ho conosciuto traditori seriali che per anni non sono mai stati scoperti). Superato questo primo argine bisogna in primis essere sinceri e raccontare la situazione in tutta la sua drammaticità alla persona più importante, ovvero se stessi. Solo accettando e prendendo coscienza della direzione che la coppia sta prendendo si potrà fare il passo più importante ovvero l’elaborazione dell’evento.

 

D: Che consigli può dare a chi subisce un tradimento ma non ha il coraggio di affrontarlo?

R: Per quanto riguarda l’ultima domanda, entriamo in un territorio che concerne molto l’individuo, la sua storia e le sue risorse. Io consiglio a chi subisce un tradimento di accettare che qualcosa non ha funzionato, staccarsi dalla posizione di vittima e assumersi le proprie responsabilità, non tanto nell’atto di tradire che riguarda chiaramente solo il partner, ma piuttosto nella relazione di coppia e nelle sue criticità, solo così potrà spostarsi da una posizione passiva ad una attiva che è il primo passo per decidere cosa fare “da adesso in poi”. Concludo dicendo che non tutti hanno le risorse emotive per poter uscire facilmente da un tradimento specie quando ci si è amati molti e si continua in molti casi ad amare la persona nonostante tutto. In questi casi rivolgersi ad un professionista può essere una soluzione.